Marketing automation: perché è fondamentale per la tua azienda

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Messaggi di auguri, coupon per utenti inattivi, e-mail di follow-up, questo e molto altro è la marketing automation.

Per fare il ‘salto di qualità’ e saper gestire un pubblico più grande è necessario avere gli strumenti giusti. Grazie all’automazione di alcune operazioni questo diventa possibile e non ci sarà più bisogno di passare ore al computer a fare data entry e scrivere mail personalizzate.

In questo articolo scopriamo qualche segreto della marketing automation insieme a Sergio Pinto di Geofelix web agency Milano, e vediamo quali sono le fasi per attivarla senza combinare pasticci.

Parliamo quindi dei vantaggi dell’automatizzazione, sì, ma racconteremo anche qualche esempio di come metterla in pratica. E no, al contrario di ciò che si può pensare, non è riservata solo a chi ha un e-commerce.

Marketing automation: cosa è

Per semplificare, si tratta di un software che permette di automatizzare alcune operazioni di marketing in base al comportamento dei clienti.

Questo tool si nutre di tutti i dati che l’azienda possiede e li immagazzina ogni giorno. Ogni nuova informazione su un cliente aumenta la precisione del suo profilo e permette di massimizzare il suo lifetime value, ovvero il valore che porta al brand dalla prima all’ultima interazione.

Sono tanti i vantaggi di adottare dei processi di marketing automation. I principali sono:

  • Efficienza: Se automatizzi, risparmi tempo e denaro che puoi dedicare ad altre attività. Per esempio, a migliorare il prodotto o servizio che offri.
  • Acquisire nuove lead: Una volta creato un sistema che funziona da solo, non ti devi più preoccupare di compilare a mano un CRM, lo farà il software.
  • Fidelizzare: La marketing automation tiene vivo il rapporto tra customer e marchio.
  • Scalare: Adottare questi processi è un passo fondamentale per riuscire a gestire l’aumento di pubblico che il tuo brand intercetterà.

Marketing automation: fasi

Non si inizia a fare marketing automation da un giorno all’altro. Possiamo dividere il processo di avviamento all’automazione in tre grandi fasi.

La fase preliminare: impostare i canali, integrare i dati.

Come prima cosa bisogna definire quali sono i punti di contatto tra te e il cliente. Esiste un sito web? Su quanti e quali social network sei presente? Questi sono i luoghi da cui arriveranno le lead, quindi bisogna ottimizzarli al meglio, sia dal punto di vista della forma che del contenuto. Importante è, dunque, integrare tutti i dati che otteniamo dai nostri canali cosicché il software di marketing automation li possa usare al meglio.

La fase operativa: pianificare e iniziare ad automatizzare.

Una volta che i dati sono pronti, bisogna progettare una strategia di automazione. Quali attività voglio automatizzare e introdurre? Come gestisco il cliente durante tutta la sua vita? Inizia dalle cose più piccole per testare il tutto: dei messaggi di auguri, per esempio. L’obiettivo è fare la cosiddetta lead nurturing, ovvero mantenere le proprie lead sempre a contatto con il brand proprio grazie all’automazione.

La fase di consolidamento: integrare e adattare.

Finiti i primi test si inizia a fare sul serio. Si programmano automazioni sempre in ascolto dei comportamenti degli utenti e che si adattano a ogni caso specifico migliorando di volta in volta. L’automazione qui si completa e si autoalimenta.

Marketing automation: esempi

La teoria l’abbiamo vista. Ora vediamo l’automazione in azione partendo dagli esempi più semplici, fino a quelli un po’ più elaborati.

Messaggi di auguri e promemoria: sono l’ABC della marketing automation. Un messaggino ricorda ai clienti un impegno o gli invia un graditissimo codice sconto per il loro compleanno. Semplici, utili ed efficaci.

Follow-up dopo un acquisto: Anna compra delle scarpe della Nike su Amazon. Dopo una settimana, Anna riceve una mail con “una selezione dei migliori prodotti Nike” dove l’e-commerce le propone una sacca, dei leggins e una borraccia. Ecco, l’automazione ha rilevato il comportamento di Anna e le ha proposto dei prodotti cross-selling rispetto a quello che ha comprato.

Fidelity card: Luca ha una fidelity card di 12Oz dato che beve sempre molto caffè. In genere, Luca si reca al negozio 5 giorni a settimana. Dopo sette giorni che non si presenta, riceve un SMS sul suo cellulare in cui c’è scritto “Hey Luca! Sapevi che ti mancano solo 3 punti per il tuo prossimo cappuccino gratuito? Ti aspettiamo al solito posto”. Ecco, il tool di automazione ha rilevato l’assenza di Luca e ha usato il saldo della sua fidelity card e un prodotto che acquistava di solito per invogliarlo a tornare.

In tutti questi tre casi, la stessa cosa l’avrebbe tranquillamente potuta fare una persona. Ma vi immaginate qualcuno che passa la sua intera giornata a scorrere un database solo per scoprire quando è stata l’ultima visita di Luca alla caffetteria? E sicuramente lui non sarà l’unico cliente di cui preoccuparsi.

Il segreto dell’automazione è proprio questo: ci fa risparmiare tempo ed energie mentre fidelizza tutte le nostre lead. E questo senza che noi muoviamo un dito!

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